La capoeira è una disciplina sportiva, che ha come caratteristica principale quella di mischiare aspetti dell’arte marziale a quelli della danza e della musica etnica brasiliana.

Le origini della capoeira appartengono al colorato e musicale mondo della strada; più precisamente sono riconducibili all’epoca in cui gli schiavi africani deportati in Brasile su ordine degli inglesi, si radunavano in vicoli nascosti delle città e in angoli della foresta per giocare la capoeira, portando così avanti le loro tradizioni rituali, nonché elaborando il loro desiderio di ribellione. I padroni schiavisti, vedendo i loro schiavi eseguire quegli strani movimenti rotatori a ritmo di musica, tutto potevano pensare tranne che questi stessero allenando anima e corpo alla rivolta, alla lotta per la libertà dei diritti e della condizione umana, conquistata poi secoli dopo, anche grazie alla capoeira. Questa tradizionale disciplina è in seguito stata riconosciuta come patrimonio culturale Brasiliano, e ciò ha consentito di dare vita, durante l’ultimo secolo, a campionati nazionali ed internazionali. La concezione che si ha oggi della capoeira non è più associabile a quella del vero e proprio combattimento, bensì a quella del gioco reciproco. La capoeira promuove oggi uno stile assolutamente non violento ed il suo regolamento prevede delle sanzioni per quei giocatori troppo aggressivi o che prediligono contatti fisici bruschi o poco rispettosi. In termini prescrittivi e di attribuzione di punti durante le gare, la capoeira ormai da anni non si basa più sul contatto e l’impatto fisico, bensì sull’armonia e la sintonia dei movimenti fra i due giocatori. I bravi capoeristi oggi, sono coloro che sanno rispondere alle rotazioni del proprio compagno di gioco tramite altrettanti movimenti che si abbinano elegantemente e che danno vita ad un intreccio fluido e rapido. Proprio grazie a questa ultima caratteristica, alla capoeira è attribuito il sinonimo di “danza-lotta”. Questo sport è inoltre candidato a divenire una nuova disciplina olimpionica. La capoeira, qui in Svizzera, si è diffusa in modo esponenziale fra i giovani soprattutto negli ultimi 10 anni, arrivando a diventare sport universitario in città come Ginevra, Zurigo, Friborgo o Losanna.

 «Capoeira è lotta di ballerini, è danza di gladiatori, è duello di compagni, è gioco, è ballo, è disputa - simbiosi perfetta di forza e ritmo, poesia e agilità. Unica nella quale i movimenti sono comandati dalla musica e dal canto. La sottomissione dà forza al ritmo. Dalla violenza alla melodia. La sublimazione dell'antagonismo. Nella capoeira i contendenti non sono avversari, sono compagni. Non lottano, fingono di lottare. Cercano, genialmente, di dare una visione artistica ad un combattimento. Al di sopra dello spirito della competizione, c'è un sentimento di bellezza. Il capoeira è un artista e un atleta, un giocatore e un poeta».  Dias Gomes
 
"Il bravo capoerista non è colui che sa dominare il proprio corpo, bensì colui che si lascia trasportare dai movimenti del proprio spirito". Mestre Pastinha